Torna a parlare il blog del Coordinamento Salviamo L'Ospedale Santa Lucia

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mercoledì 24 maggio 2017

Quel filo rosso che lega il Cpo di Ostia alla Fondazione Santa Lucia di Amadio



Quel filo rosso che lega il Cpo di Ostia alla Fondazione Santa Lucia di Amadio

di Luigi Sorrentini - Direttore Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie, Inail


Maglio può essere considerato il padre dello sport paralimpico in Italia, ma la sua intuizione non avrebbe trovato seguito se non ci fosse stato qualcuno in grado di comprenderne la vera portata rivoluzionaria
Quasi 60 anni fa, il primo giugno del 1957, l’Inail inaugurò il Centro paraplegici di Ostia "Villa Marina", struttura d’avanguardia per i metodi di cura e riabilitazione adottati da uno staff di elevata professionalità e alta specializzazione. A guidare la struttura, che contava 100 posti letto, fu chiamato il neuropsichiatra Antonio Maglio, divenuto successivamente noto come il padre dello sport paralimpico in Italia. Maglio, che aveva fatto della cura dei mielolesi una vera missione di vita, introdusse la cosiddetta sport-terapia, una pratica già sperimentata, alla fine degli anni Quaranta, dal neurologo sir Ludwig Guttmann tra i reduci della seconda guerra mondiale nella piccola città di Stoke Mandeville, a pochi chilometri da Londra.

Presto sul litorale romano arrivarono infortunati provenienti da tutte le regioni italiane. Si trattava per lo più di giovani operai e agricoltori, che avevano perso l’uso delle gambe per via di un incidente sul lavoro. Attraverso la pratica di varie discipline sportive, tra cui il nuoto, la scherma, la pallacanestro, il tennistavolo, il tiro con l’arco e il lancio del giavellotto, Maglio li aiutò a recuperare autostima e autonomia, ma anche fiducia e voglia di vivere. Non molto tempo dopo gli ospiti del Cpo cominciarono a partecipare ai Giochi internazionali di Stoke Mandeville, ma il direttore del Centro paraplegici aveva ambizioni più grandi e nel 1960 riuscì a portare quella stessa competizione sportiva a Roma, dove si disputò negli impianti dedicati agli atleti olimpici, due settimane dopo la chiusura delle Olimpiadi. I Giochi del 1960 divennero successivamente famosi come la prima Paralimpiade della storia.

Nel 1977, qualche anno dopo il passaggio del Cpo sotto l’egida del sistema sanitario regionale, Antonio Maglio venne chiamato al timone del gruppo sportivo della Fondazione Santa Lucia dal suo direttore Luigi Amadio. Una scelta illuminata, come tutta l’opera di Amadio, che ha diretto la struttura capitolina fin dal 1973, trasformandola in una vera e propria eccellenza nel campo della riabilitazione e della ricerca scientifica. Sotto la sua infaticabile guida, infatti, la Fondazione Santa Lucia Irccs può attualmente contare su un ospedale con oltre 300 posti letto in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, un reparto dedicato alla riabilitazione pediatrica e 60 laboratori di ricerca. Ma la storia di questo importante istituto è legata anche allo sviluppo dello sport paralimpico italiano. Nel corso del tempo, infatti, molti atleti sono approdati dalle palestre della Fondazione ai Giochi paralimpici, distinguendosi soprattutto nelle discipline del nuoto e del basket in carrozzina, a lungo punta di diamante della struttura. Oggi Antonio Maglio può essere considerato a tutti gli effetti un pioniere della riabilitazione, ma la sua intuizione non avrebbe trovato seguito se non ci fosse stato qualcuno in grado di comprenderne la vera portata rivoluzionaria: il dottor Amadio, di cui oggi, in occasione della sua recente scomparsa, vogliamo ricordare l’opera infaticabile a sostegno della pratica sportiva delle persone con disabilità. È, infatti, in un ideale continuum con l’opera di questi pionieri che l’attività oggi portata avanti dall’Istituto in materia di reinserimento sociale attraverso la pratica sportiva costituisce l’elemento portante della presa in carico delle persone con disabilità.

https://www.superabile.it/rivista-web/index?anno=2017&mese=04&pagina=3

mercoledì 3 maggio 2017

Riapre lo storico BLOG, salviamolospedalesantalucia.blogspot.it




L’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. Oppure, l’eterno ritorno del sempre uguale, oppure, semplicemente ma inevitabilmente

RIECCOCI

Riapre lo storico BLOG, salviamolospedalesantalucia.blogspot.it

ll Coordinamento “SALVIAMO L’OSPEDALE SANTA LUCIA”  composto da utenti, familiari e lavoratori torna a parlare.  Dopo 10 anni di estenuanti trattative con la Regione Lazio, la Fondazione Santa Lucia rischia il declassamento, non più quindi un “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” ed alta specializzazione, ma semplicemente “Casa di Cura”. Sessant’anni di professionalità ed erogazione di servizi di qualità cancellati con un colpo di penna.
Il Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia torna a dire no ai giochi di poteri che ledono il diritto alla salute di migliaia di cittadini che hanno trovato risposte nella Fondazione di via Ardeatina. 



AVANTI TUTTA OSPEDALE SANTA LUCIA!!!





giovedì 2 ottobre 2014

Al Direttore Generale 
della Fondazione Santa Lucia
Al Direttore Sanitario 
della Fondazione Santa Lucia
Al Primario dell’U.O. 
6° piano – Ingresso B
Allo Staff Medico, Infermieristico e Ausiliario
del 6° piano – Ingresso B

Oggetto: SENTITI RINGRAZIAMENTI da parte della famiglia Cerquetani
Egregie Personalità in indirizzo,
sono Franco Cerquetani, fratello di Morena Cerquetani, ricoverata e purtroppo deceduta lo scorso 24 settembre alle ore 15.30 presso l’U.O. del 6° piano e scrivo questa lettera, in nome e per conto di noi tutti componenti della famiglia, al fine di ringraziarvi tutti per quanto da Voi espletato dal punto di vista sanitario, umano e solidale sia verso la nostra congiunta che, nei nostri confronti.
Oggi purtroppo, sempre più spesso, leggiamo o apprendiamo notizie riguardanti casi di malasanità, atteggiamenti scorretti da parte del personale medico o paramedico nei confronti dei pazienti, se non addirittura di casi riguardanti reparti che assomigliano più a lager che non a luoghi di cura.
E’ con orgoglio ed estrema soddisfazione che scriviamo questa lettera.
Lettera di ringraziamenti che, volentieri, avremmo preferito sostituire se fosse stato possibile, con un abbraccio singolo per ognuno di Voi.
Lettera che vuole dimostrare e confermare che in Italia non esiste soltanto il centro di eccellenza medica e di ricerca scientifica del Santa Lucia che tutti conoscono ma anche, e soprattutto, il grande centro d’umanità e solidarietà che opera per 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno sempre all’interno della stessa Fondazione.
Dal Primario, ai Medici, dalla Capo Sala al personale infermieristico, dal personale ausiliario agli addetti alle pulizie, abbiamo incontrato e conosciuto persone semplicemente e straordinariamente eccezionali.
Scorgere delle lacrime che scendono e bagnano le gote di persone che per le mansioni che espletano sono “abituate” a convivere quotidianamente con il dolore, ci ha reso più sereni rispetto alla perdita della nostra amata Morena.
Quelle lacrime versate dagli operatori sanitari ci hanno ancora di più convinto (anche se non c’era bisogno) che Morena non era stata “appoggiata” in una struttura sanitaria ma, considerata dagli stessi operatori come parte integrante della famiglia e comunità del Santa Lucia.
Concludiamo questa nostra lettera di ringraziamenti, anche se speriamo con tutto il cuore che non ve ne sia il bisogno, offrendo la nostra più completa disponibilità e solidarietà nel partecipare al vostro fianco, qualora qualche “benpensante” della politica pensasse con la scusa di “tagliare” i fondi a favore del Santa Lucia, di ripianare il deficit della sanità.
Le vostre iniziative di protesta, (sottolineando la speranza che non siate costretti ad intraprendere) saranno anche le nostre lotte, e questo ci sia consentito, per contribuire ad evitare che scelte politiche insulse possano mettere in pericolo la “vita” del Santa Lucia.
Tante persone di Roma, del Lazio e di tante regioni d’Italia che fanno riferimento al Santa Lucia per patologie invalidanti gravi e gravissime, non possono permettersi di vedere naufragare una grande realtà come quella della Fondazione Santa Lucia e di cui voi, e noi, ci sentiamo parte integrante.
Semplicemente GRAZIE dalla Famiglia e dai parenti tutti di Morena Cerquetani
Roma 30 settembre 2014

giovedì 18 settembre 2014

giovedì 26 giugno 2014

Santa Lucia, Maritato e Palozzi: “La nostra battaglia a difesa di lavoratori e pazienti”


L’Ircss Santa Lucia, eccellenza sanitaria universalmente riconosciuta, deve continuare a vivere. Su queste fondamenta è andata in scena stamane la conferenza, organizzata dall’associazione AssoTutela presso la sala Arcobaleno in via Marsala 95, a Roma, a cui hanno partecipato cittadini e operatori sanitari. Al tavolo dei relatori il presidente Michel Emi Maritato, l’avvocato Domenico Monteleone e il consigliere regionale, Adriano Palozzi. L’incontro è stata l’occasione per illustrare l'annosa situazione di conflitto con le istituzioni dell'istituto romano di Riabilitazione neuromotoria di via Ardeatina e commentare la denuncia-querela che AssoTutela depositerà per contestare le responsabilità della Regione Lazio e del Ministero della Salute. “Al centro della vertenza - ha esordito Maritato - è l’inosservanza del provvedimento emesso il 21-10-2013 dal commissario ad acta nominato dal Consiglio di Stato, che ora Regione e Ministero vorrebbero vanificare, mettendo in discussione la sopravvivenza del Santa Lucia. Per questo abbiamo presentato una denuncia-querela alla procura della Repubblica, con un azione di responsabilità civile nei confronti del Ministero. È doveroso far chiarezza sull’azione di annullamento dell’atto, che - continua il presidente di AssoTutela - ha natura giurisdizionale, non è stato contestato dal Ministero, che era l’amministrazione principalmente interessata, né dalla Regione e quindi deve essere doverosamente eseguito. Altrimenti siamo pronti a invadere via Ardeatina pur di tutelare il diritto alla salute e al lavoro”. A evidenziare i principi ispiratori della denuncia di AssoTutela, l’avvocato Monteleone: “Dobbiamo partire dal presupposto che viviamo in uno stato di diritto e che le sentenze devono essere applicate. Quindi se Tar e Consiglio di Stato indicano che all’Ircss Santa Lucia spettano per legge dei pagamenti, questi devono essere subito inoltrati. Pagamenti che però sono stati bloccati da una delibera, che definire ridicola è poco. Ecco perché chiediamo all’autorità giudiziaria di approfondire la questione”.
Solidarietà a operatori e pazienti del Santa Lucia è stata espressa da Adriano Palozzi, che ha dato la sua analisi sull’annosa vertenza sanitaria: “Sono mesi che denunciamo con preoccupazione la querelle che sta coinvolgendo il Santa Lucia, la cui sopravvivenza è appesa a un filo a causa di quel mancato percorso di condivisione, tanto decantato ma rimasto carta straccia. L’esempio purtroppo è l’insensato braccio di ferro tra Regione e Ministero. Il dato - rimarca il consigliere regionale FI - è chiaro: Zingaretti e Lorenzin fanno finta di non capirsi, quando invece sarebbe necessario un tavolo comune che delinei rapide soluzioni di una vicenda, che sta gettando nell’incertezza dipendenti e pazienti. In una sanità che fa acqua da tutte le parti, non si può lasciare alla deriva strutture efficienti come il Santa Lucia: la si smetta di giocare allo scaricabarile sulla pelle dei cittadini. Farò capire a Zingaretti che la chiusura dell’Ircss sarebbe un danno gravissimo per tutto il comparto sanitario del Lazio”.  La conferenza si è chiusa poi con gli interventi di lavoratori del Santa Lucia e sindacalisti, che hanno sottolineato la precarietà di una realtà, che richiede immediate soluzioni.
Il presidente dell'AssoTutela Michel Emi Maritato e L'avvocato Domenico Monteleone hanno presentato alla stampa la denuncia -querela che l'associazione ha depositato per contestare le responsabilità della Regione Lazio e del Ministero della Salute sul conflitto che vede protagonista la Fondazione Santa Lucia. Per AssoTutela al centro della vertenza è l'inosservanza del provvedimento emesso nello scorso ottobre dal commissario ad acta, che ora Regione e Ministero vorrebbero vanificare mettendo in discussione la sopravvivenza stessa dell'Ospedale.








mercoledì 5 marzo 2014

Uno studio dell'Irccs Santa Lucia (fonte Superabile.it)


I ragazzi cerebrolesi sono più abili nella corsa che nella camminata, mentre quelli con autismo trovano difficoltà nel correre verso la porta con la palla al piede: uno studio dell'Irccs Santa Lucia per migliorare le abilità sociali attraverso lo sport. E trasportarle anche nelle altre discipline
palla tra i piedi
ROMA - I bambini con paralisi cerebrale si muovono meglio quando corrono che quando camminano: è solo una delle scoperte in arrivo dai laboratori della Fondazione Santa Lucia, che da tre anni porta avanti il progetto di ricerca "Caress" (from Childhood to Adulthood: Rehabilitation and Enabling Sport for Sociability"). Oggetto dello studio è il monitoraggio dell'attività fisica svolta dai ragazzi disabili durante l'attività sportiva, attraverso lo studio diretto sul campo e con l'aiuto di piccoli sensori fissati al tronco degli atleti, per valutarne le prestazioni durante gli allenamenti. Il progetto, avviato dai ricercatori dell'Istituto Marzo Iosa e Augusto Fusco, ha trovato il sostegno sia della provincia di Roma sia della Totti Soccer School, la scuola calcio fondata dalla famiglia del capitano giallo-rosso. Presso la stessa scuola, da anni sono infatti attivi corsi di calcio integrato, che hanno offerto quindi il contesto di osservazione necessario ai ricercatori.
Ma quali sono i risultati finora emersi? Alcune scoperte, che possono avere una fondamentale ricaduta in termini di integrazione sociale, sono state recentemente pubblicate sulla rivista scientifica internazionale Neuropediatrics. Prima di tutto, i movimenti dei bambini con paralisi cerebrale appaiono più armoniosi durante la corsa piuttosto che nella normale camminata. I ricercatori hanno quindi ipotizzato che la corsa possa essere un "pattern locomotorio ancestrale": di qui, la facilità con cui i bambini cerebrolesi, al pari di tutti gli altri bambini, trovano particolare facilità e divertimento in questa attività.
In secondo luogo, proprio in questi giorni, su "Human Movement Science" è stato pubblicato un altro studio frutto di questo progetto. Si tratta, in questo caso, di ragazzi con sindrome di Down, autismo o altri disturbi pervasivi dello sviluppo: le maggiori differenze, rispetto agli altri atleti, emergono nella corsa verso la porta con la palla tra i piedi. In particolare, i ragazzi con sindrome di Down mostravano maggiori accelerazioni nell'asse verticale, ovvero una corsa fatta a gambe più rigide. I ragazzi con autismo invece mostravano maggiori instabilità sul piano orizzontale: la difficoltà principale, per loro, è correre in linea mantenendo al tempo stesso l'attenzione verso la porta. Differenze minori o addirittura irrilevanti si sono osservate invece nella camminata o nella semplice corsa. Una volta emerse tali diversità durante l'allenamento con la palla, è stato possibile per lo staff tecnico lavorare per correggere questi difetti e quindi migliorare le prestazioni dei giovani atleti. Un lavoro, questo, che può aver importanti ricadute anche oltre l'ambito sportivo: la capacità di correre in linea mantenendo l'attenzione sull'obiettivo, potrebbe per esempio aiutare i ragazzi autistici in tutte quelle situazioni chiamate "dual tasking", in cui devono compiere due compiti in contemporanea: come ad esempio scrivere mentre si ascolta un professore parlare, o attraversare la strada mentre si guarda se arrivano macchine. Compito particolarmente complesso per un ragazzo con autismo. Ma in cui lo sport può rivelarsi prezioso alleato.
(Superabile.it)

giovedì 30 gennaio 2014

La difficile situazione della Fondazione Santa Lucia. 23 gennaio 2014

Fonte sito: Online-News
IL CASO/ 1 – Amara scoperta dei sindacati, la Regione sul S.Lucia non tratta nemmeno con lor.
L’amara scoperta dei sindacati, la Regione non ha nemmeno risposto alla richiesta di attivazione di un tavolo di confronto per gestire la difficile situazione che si sta venendo a creare in via Ardeatina. E’ la notizia più sconcertante e dolorosa emersa dalla riunione che nei giorni scorsi i vertici aziendali della Fondazione S.Lucia Irccs con le organizzazioni sindacali. L’incontro precedente, a dicembre, era servito a rappresentare una situazione estremamente critica, con una chiusura totale da parte degli interlocutori istituzionali, e in sostanza con il suggerimento da parte della Cabina di regia della Regione di pensare all’utilizzo di ammortizzatori per gestire uno stato di crisi. Oggi la situazione non è mutata. La Regione non ha cambiato linea sulla intenzione di ridurre il budget previsto dalla Fondazione per il 2014 non riconoscendo tariffe adeguate (così come individuate dal Tar e dal Consiglio di Stato, né sul provvedimento per l’accreditamento definitivo della struttura, che attualmente risulta essere ancora in attesa di definizione. Ancora, non sono stati adempiuti gli impegni legati al pagamento delle somme dovute in base alla remunerazione stabilita dalla Regione. In sostanza, zero assoluto. E la Fondazione non ha potuto che ribadire ai sindacati l’impossibilità di far fronte agli impegni derivanti dai propri costi di gestione anche in considerazione dell’attuale esposizione debitoria che non consente di ricorrere ulteriormente al sistema creditizio. Situazione bloccata, dunque, con una direzione regionale pervicacemente attestata su una linea di chiusura, di scontro e peraltro distratta da altre incombenze generali, un cambio di vertice alla Asl Rmc e una Azienda che dopo aver vinto e rivinto decine di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, dopo tentato tutte le strade possibili per il riconoscimento dei diritti acquisiti non sa più a che santo votarsi. Medici, operatori, dipendenti mantengono una linea di dialogo ma non nascondono sconcerto e preoccupazione di fronte all’atteggiamento del Governatore e dei suoi collaboratori. In mezzo ci sono i pazienti, bene da tutelare in ogni caso. I sindacati convocano un’assemblea generale per decidere mobilitazione e azioni di sostegno. L’immediato futuro è tutto da scrivere.

 l CASO/ 2 – La Regione prova a imporre un accordo-capestro, il S.Lucia bussa alla Procura della Repubblica 

C’è qualcosa di perverso, di oscuro, in quello che si può definire un autentico braccio di ferro tra Regione Lazio e Fondazione S.Lucia Irccs. Qualcosa di difficilmente spiegabile sul piano tecnico-amministrativo, ancor meno sul piano politico. E che fa pensare ci sia dell’altro, un secondo livello di potere che sopravvive e condiziona le Giunte che via via si susseguono. La questione si può riassumere in poche righe. Decine di sentenze Tar-Consiglio di Stato vanno in una unica direzione. L’istituto di eccellenza europea, super-specializzato in neuro riabilitazione ha ragione praticamente in tutti i contenziosi di carattere amministrativo-finanziario con l’Ente Regione. Che deve corrispondere milioni di arretrati e ricondurre budget annuali e tariffe a quelle indicate nelle sentenze. In realtà ciò non accade, anzi. La Fondazione viene irrisa e messa alle corde senza che nessun soggetto giuridicamente importante intervenga a mettere ordine. Tagli di budget, riduzione di tariffe, diktat. Come quello, paradossale di questi giorni. I vertici del S.Lucia assieme ai sindacati vengono convocati la prossima settimana per le eventuale apertura di un tavolo negoziale (ma secondo legge non vi sarebbe nulla da discutere) e due giorni prima di quell’incontro arriva alla direzione un invito minatorio dalla Asl per la firma di un accordo-capestro ( firmare o morire, c’è di mezzo la convenzione) che prevede la sottoscrizione di quelle stesse cifre e dinamiche amministrative che Tar e Consiglio di Stato hanno dichiarato ripetutamente illegittime. In sostanza la Regione con la mano destra concede una suggestione di trattativa e con la mano sinistra (armata) cerca di imporre prima la firma di un documento suicida nel quale emergono vistose incongruenze e inosservanze delle sentenze sopra citate. Teatrino dell’assurdo, possibile solo con il silenzio degli attori, protagonisti e comprimari. L’immagine che si vende all’esterno è quella di una trattativa spicciola tra l’Ente Regione chiamato a risparmiare e un Ente che dall’alto della sua eccellenza scientifica si rifiuta di venire incontro alle esigenze acclarate della collettività. Per l’ennesima volta la Fondazione si appresta a giocare – fatica di Sisifo – su due piani: il tentativo di spiegare all’esterno, alle autorità competenti, al Ministero della Salute, a quello delle Finanze, al nuovo sub commissario governativo come stanno le cose; il tentativo di trattare con le autorità regionali punto per punto. Questa volta c’è un fatto nuovo. L’invito a vederci chiaro, a mettere ordine e a chiarire le responsabilità di un problema che alla fine ricade direttamente su un migliaio di operatori e su decine di migliaia di utenti, viene rivolto anche alla Procura della Repubblica. L’unico potere, i fatti quotidiani lo dimostrano ogni giorno, di superare incrostazioni e ostacoli in difesa dei diritti dei cittadini.


 Lettera dell'IRCCS alla Ausl, Regione Lazio e Procura della Repubblica
http://www.hsantalucia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=799

sabato 14 dicembre 2013

Articolo pubblicato sul sito On line news. La Regione gioca al ribasso, S.Lucia nella bufera. I sindacati: un “tavolo” per risolvere la questione una volta per tutte

Sembra un film già visto, il copione è lo stesso, cambiano i colori delle Giunte non il meccanismo del potere. La Fondazione S.Lucia Irccs è alle corde, come lo era nell’era Polverini. Il problema è sempre lo stesso, quello finanziario. Anche Zingaretti, che in campagna elettorale era andato a farsi abbracciare dai ricoverati nell’Istituto S.Lucia, scortato dall’attuale responsabile della cabina di regia D’Amato, si comporta come il governatore che l’ha preceduto. Le promesse non valgono più, le occulte manovre per mettere in difficoltà la Fondazione, ammesse da lui stesso, non interessano più. Dopo mesi di tira e molla il governo regionale dice senza mezzi termini al S.Lucia che deve accettare meno soldi del dovuto/cordato/sancito da mille atti ufficiali. Perché la Regione non ha abbastanza soldi per pagare. S’arrangino in via Ardeatina, attivino ammortizzatori sociali, se lo ritengono necessario. E le sentenze, ripetute e reiterate, di Tar e Consiglio di Stato, e gli interventi dei commissari ad acta? Mi faccia causa, è il senso della risposta. Nessuna apertura. Un atteggiamento che può tenere solo una amministrazione pubblica, naturalmente, non un privato, che potrebbe solo ottenere una forte dilazione dei pagamenti ma non di non pagare il dovuto. Una soluzione che nei fatti potrebbe adottare anche la Regione e che offrirebbe una via d’uscita negoziata e compatibile con la situazione. Lo Stato con una mano – dopo aver periziato e sentenziato impone alla Regione di pagare 62 milioni all’anno al S.Lucia, mettendo sull’operazione anche un commissario ad acta. Lo Stato con l’altra mano, contraddice se stesso e consente alla Regione di offrirne 52. Sintesi, Zingaretti, il direttore generale De Grassi e gli altri attori minori non vengono sanzionati e riprese per il loro atteggiamento, e la Fondazione si trova alle corde. In forte difficoltà. Il presidente Napolitano, il premier Letta, il presidente della Camera Boldrini, decine di personaggi eminenti nel mondo della politica e della amministrazione statale, hanno fatto ricorso con soddisfazione alle cure del S.Lucia per parenti e affini, hanno espresso solidarietà e promesso impegno, ma sono più deboli della nomenklatura della Regione che può farsi beffa di qualsiasi pressione. Il vento nuovo renziano porterà delle soluzioni? Intanto la direzione dell’Istituto ha convocato i sindacati per illustrare la situazione e congiuntamente è stata avanzata la richiesta di aprire in Regione un tavolo di negoziato. Servirà a qualcosa? Il nuovo plenipotenziario del Pd Lionello Cosentino, esperto di sanità e buon amico del S.Lucia convincerà Zingaretti a venire a patti con la realtà? Dovrà intervenire la magistratura a riportare la legalità? La situazione è aperta
www.onlinenews.it 

lunedì 25 novembre 2013

venerdì 30 agosto 2013



Articolo sul quotidiano Avvenire del 29 agosto 2013
Il Santa Lucia senza fondi: "Siamo vicini alla chiusura"

giovedì 1 agosto 2013

Fiaccolata contro la chiusura della Fondazione Santa Lucia


Giovedì 1 Agosto 2013 ore 20.00 
Via Rosa Raimondi Garibaldi 7 (sotto la sede della Regione Lazio) 

Il Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia ha organizzato per Giovedì 1 agosto una fiaccolata sotto la sede della Regione Lazio. L’ennesima iniziativa che vede protagonisti utenti e lavoratori della Fondazione Santa Lucia sempre più preoccupati per il loro futuro e per quello della struttura. Ancora una volta tardano ad arrivare dalle istituzioni le risposte risolutive che metterebbero al sicuro la Fondazione, eccellenza indiscussa nel campo della riabilitazione neuro-motoria. Con questa fiaccolata il Coordinamento chiede alla Regione Lazio di dare seguito alle sentenze del Consiglio di Stato e del tribunale amministrativo, ad oggi ancora  disattese dalla Regione Lazio, e di procedere al pagamento di quanto dovuto scongiurando così la chiusura di uno dei migliori ospedali d’Europa. 


giovedì 11 luglio 2013



COORDINAMENTO SALVIAMO L’OSPEDALE SANTA LUCIA: “QUELLO CHE NON FECERO I BARBARI LO FECERO I BARBERINI” 

 Roma 11 luglio 2013. La Fondazione Santa Lucia nuovamente a rischio chiusura. Il Coordinamento, composto da utenti e genitori, apprende in queste ore, dalla Direzione Generale, della gravissima condizione di crisi economica  in cui versa l’IRCCS Santa Lucia. Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa, dal 2006 infatti la Fondazione è fatta oggetto di sistematici tentativi di declassamento e dequalificazione. All’Ospedale, di rilievo nazionale ed internazionale, continua a non essere riconosciuto lo status di alta specializzazione neuroriabilitativa nonostante la giurisprudenza amministrativa e il Consiglio di Stato abbiano in più occasioni dato ragione alla Fondazione. Tutto questo sembra non interessare la Regione Lazio che deve alla Fondazione 100 milioni di euro.  La situazione che vede protagonista la Fondazione Santa Lucia sembra non avere fine e anche in questa occasione si costata un atteggiamento arrogante e prepotente dei vertici istituzionali  nei confronti della disabilità. “Il Presidente Zingaretti, come il suo predecessore, ignora completamente le indicazioni della magistratura e nega ai cittadini il diritto alla cura di qualità le cui competenze sono motivo di orgoglio  scientifico e medico. – Dichiara il Coordinamento Santa Lucia - L’unicità della Fondazione  è ormai conclamata ma sembra che le belle parole appartengano solo alle campagne elettorali, ora come allora. Il Coordinamento è pronto a riprendere la lotta e assicura alla Regione Lazio e al suo Governatore che se è vero che l’unico destino sarà la chiusura della struttura, allora vuol dire che venderemo cara la pelle”.

venerdì 28 giugno 2013

BASKET: ALLARME SANTA LUCIA, ATTIVITA' A RISCHIO PER PROBLEMI ECONOMICI

Roma, 27 giu. - (Adnkronos) Inclusione sociale, ricerca scientifica applicata e sport allo stato più puro. La realtà del Santa Lucia, unica nel panorama romano e all'avanguardia in Europa, rischia di scomparire. Dopo l'ennesima stagione da protagonisti con la squadra di basket in carrozzina (vice campione d'Europa e d'Italia) e quella di nuoto (Campione d'Italia), le ristrettezze economiche strutturali con cui deve fare i conti la Fondazione ospedaliera e l'assenza di sponsorizzazioni, che vogliano condividere la missione del Santa Lucia, produrranno un drastico ridimensionamento dei programmi sportivi. E a media scadenza il rischio e' di non poter più pianificare neanche l'attività di base. Compreso lo sviluppo del settore giovanile, nel quale da anni centinaia di genitori ripongono, senza spese economiche, le speranze per i propri figli. L'obiettivo del club, che dal 1960 ha sviluppato l'integrazione mediante lo sport paralimpico, e' di superare e rimuovere, in osservanza del dettato costituzionale, il divario e gli ostacoli che la società contemporanea pone a chi rimane indietro. A chi a causa della malattia o incidente vede ridursi i propri orizzonti vitali. Lo sport rappresenta lo strumento ideale per l'acquisizione della consapevolezza del proprio corpo e spirito con la conoscenza dei limiti e delle risorse da valorizzare. Salire in carrozzina, spingere sulle due ruote, cadere per rialzarsi, mirare il canestro o buttarsi in acqua per nuotare, significa costruire un castello di piccole certezze che, oltre a migliorare la qualità della vita individuale, restituiscono alla comunità persone in grado di contribuire alla crescita collettiva. Il Santa Lucia non invoca beneficenza, bensì la costruzione di un percorso comune con istituzioni pubbliche o enti privati che intendano sposare e rendersi parte integrante delle linee guida e dei valori della nostra opera.

lunedì 6 maggio 2013

Il Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia porge l’ultimo saluto all'attrice Rossella Falk.


Rossella Falk  nonostante la sua fragilità non ha fatto mancare il suo sostegno al Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia durante la battaglia per la sopravvivenza dell’Ospedale. Nel ricordarla con affetto la ringraziamo per la sua testimonianza a favore della buona sanità. Che il cielo possa essere il più bel palcoscenico, riposa in pace Rossella…

Il Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia.