Torna a parlare il blog del Coordinamento Salviamo L'Ospedale Santa Lucia

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mercoledì 27 luglio 2011

Visita del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini.












Il Coordinamento Salviamo l'Ospedale Santa Lucia ringrazia il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e la delegazione di deputati composta dall' On. Anna Teresa Formisano, l'On. Gianfranco Paglia e l'On. Carlo Ciccioli per la visita ufficiale alla Fondazione Santa Lucia.

La Fondazione va salvata con tutte le forze possibili.

IL COORDINAMENTO SALVIAMO L’OSPEDALE SANTA LUCIA INTERVISTA ALL’ARTISTA LANDO FIORINI: “LA FONDAZIONE VA SALVATA CON TUTTE LE FORZE POSSIBILI.”

Roma 14 luglio 2011. “E’ da tanti anni che conosco la Fondazione Santa Lucia anche perché molti anni fa sono stati ricoverati dei parenti che grazie proprio alla Fondazione si sono ripresi ed hanno riniziato a vivere. Pertanto vorrei dire che il Santa Lucia va salvato, non va trattato male come sono trattati male i teatri, qui c’è di mezzo la salute della gente, ho visto dei bambini che hanno fatto la riabilitazione e sono migliorati, bisogna darci da fare. Qui a Roma non ci sono solo i ministeri, ci sono anche questi Istituti così importanti che fanno del bene a tutta la gente, perciò chiedo alle Istituzioni di darsi da fare, la Fondazione Santa Lucia non può chiudere, perché fa del bene a tanta gente, e rimette in sesto tanti ragazzi in carrozzina, li ho visti con i miei occhi correre, perciò la Fondazione Santa Lucia va salvata con tutte le forze possibili, datevi da fare!”

mercoledì 20 luglio 2011

La civiltà comporta l'attenzione nei confronti di coloro che possono meno

IL COORDINAMENTO SALVIAMO L’OSPEDALE SANTA LUCIA INTERVISTA ALLO STILISTA BRUONO PIATTELLI: “LA CIVILTA’ COMPORTA L’ATTENZIONE NEI CONFRONTI DI COLORO CHE POSSONO MENO.”

Roma 20 luglio 2011. “Io conosco la Fondazione Santa Lucia da molti anni e ne ho seguito anche la crescita, lo sviluppo, l’importanza che ha acquisito su base non soltanto cittadina, ma nazionale e internazionale per due motivi, il primo perché una ricerca scientifica così analitica portata avanti con tanta coscienza e professionalità è abbastanza rara, secondo perché avendo, sia personalmente sia degli amici e parenti che hanno frequentato il Santa Lucia, avuto delle riscontranze eccezionali sull’efficienza sia del corpo medico che del corpo di assistenza e sulla precisa determinazione del lavoro di tutta l’organizzazione, quindi un qualche cosa di abbastanza specifico e raro. Purtroppo debbo dire che non è soltanto il Santa Lucia che versa in questa situazione, poiché è una caratteristica nazionale, anche se le crisi economiche che i Paesi attraversano implicano dei sacrifici, è grave che di certe organizzazioni di cui lo Stato dovrebbero farsi carico, non dico l’assistenza, ma addirittura carico, poi si dimentichino di quelli che sono i principali o elementari doveri nei confronti di queste strutture. Io sono un liberale e come tale credo nelle iniziative private, credo nell’attività dell’individuo, ma non posso disconoscere la necessità assoluta che certe istituzioni non possano che essere in mano allo Stato, perché la civiltà comporta l’attenzione nei confronti di coloro che possono meno.

Nello specifico entriamo nella faccenda della sanità, c’è una necessità assoluta di stringere la cinta, ma quando si arriva a considerare questo, bisogna considerare che lo Stato e per esso la Regione, i comuni, e tutti quegli enti che sono responsabili di queste organizzazioni, che dovrebbero farsi carico in toto dell’argomento e quindi di assumerne responsabilità in tutti i generi, invece di ringraziare, e non dico aiutare, ma sostenere coloro che privatamente fanno questo lavoro, fa tutto il contrario, io non dico che tu sia costretto a fare quello che non puoi fare, non hai i mezzi, non hai la struttura sociale, non hai una mentalità in questo caso, come quella nostra, nel nostro Paese, ma quando la Regione nella fattispecie, o la Provincia, o il Comune che devono farsi carico di queste cose, si dimenticano che l’attività che svolge il Santa Lucia è un’attività che è fatta da privati per i quali lo Stato deve dire grazie e posso fare qualcosa per te e invece si tira indietro, quando non addirittura ostacola l’attività. Questa la trovo la parte più grave della storia è che non viene messa sufficientemente in evidenza questa cosa, anche dalla stampa, si parla dei lavoratori, certo il lavoro stesso è una cosa importantissima e sacra, ma è importante la motivazione dell’esistenza della Fondazione, non se ne parla abbastanza di cosa rappresenta e di cosa vuol dire per il cittadino avere una struttura di questo tipo, che volente o nolente, nella vita può capitare a tutti di avere bisogno, questa è la parte più dolorosa di questa situazione, e trovo, e rimprovero la stampa, che non mette in sufficiente evidenza questo aspetto del rapporto tra le Istituzioni.”

venerdì 15 luglio 2011

“La Fondazione Santa Lucia mi ha fatto tornare la voglia di fare cinema”

IL COORDINAMENTO SALVIAMO L’OSPEDALE SANTA LUCIA INTERVISTA IL REGISTA TINTO BRASS: “La Fondazione Santa Lucia mi ha fatto tornare la voglia di fare cinema”

Roma 14 luglio 2011. “Ero all’ospedale di Vicenza, sono stato 8 giorni tra la vita e la morte, mi sono ripreso poco per volta. Dopo qualche tempo il primario del reparto ha deciso che ero pronto per il trasferimento all’ospedale del Lido di Venezia dove sono stato per due mesi. Sono stato dimesso con l’incarico di fare la riabilitazione alla Fondazione Santa Lucia, io che la conoscevo di nome e di fama sono stato immediatamente accolto con grande simpatia, sia dal personale che dai dirigenti, con una cura molto precisa, fisioterapica e mentale, per cui ho passato due mesi di cure riabilitative che sono andate benissimo, mi sento rinato proprio grazie al Santa Lucia. L’ambiente era particolarmente caloroso, mi sfacevano dei grandi sorrisi, dopo un po’ ero io che sorridevo a loro, anche se c’era poco da sorridere, era un rimanere all’ospedale piacevole.

Nel mio caso mi aiutava molto al riacquisto delle facoltà, delle doti che avevo, tanto è vero che poco per volta mi è ritornata la voglia di fare cinema, così ho ripreso in mano dei vecchi progetti, vediamo se riusciamo a portarle in porto. Mi sento di dire che è un crimine voler tagliare o ridurre le possibilità economiche che ha il Santa Lucia, è un crimine perché non guardano in faccia a quella che è la realtà dell’Istituto che assolutamente si basa sulla buona volontà di quelli che ci lavorano, sulla qualità delle prestazioni che offrono, delle loro ricerche. Sono veramente dolorose queste notizie e questi tentativi di chiudere e di abolire i finanziamenti al Santa Lucia perché sono finanziamenti fondamentali e quindi toglierli significa cancellare delle prestazioni fondamentali.”

martedì 12 luglio 2011

Lamberto, testimonial di una buona causa

Lamberto Sposini è ancora una involontario ma prezioso testimonial. La sua drammatica vicenda era servita per mettere in evidenza le carenze del sistema dell’emergenza sanitaria, dal coordinamento delle ambulanze alle capacità di gestione dei Pronto Soccorso. Il ministro Fazio pochi giorni dopo – e spinto dalla forza e dalla urgenza del dibattito – aveva buttato lì delle indicazioni operative, dei suggerimenti per una riforma del settore (peraltro rimasta sulla carta). Ora protetto dalla doverosa cortina di riserbo l’anchorman è stato trasferito in una struttura di eccellenza specializzata in neuroriabilitazione, la Fondazione Irccs (che sta per Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, in Italia sono poche decine) S.Lucia. Nell’Istituto sulla via Ardeatina Sposini verrà seguito non solo dai migliori specialisti e con tecnologie di avanguardia, ma potrà contare su un sistema di assistenza integrato che ha pochi eguali in Italia. Insomma, il meglio del meglio. Ma si tratta proprio di quella struttura da tempo al centro di un doloroso, polemico braccio di ferro con la Regione Lazio. Questione di soldi, di crediti vantati e non riscossi, di promesse non mantenute, di ipocrite solidarietà. Perché nessuno, a nessun livello ha detto e scritto che al S.Lucia non spetti ciò che chiede. Tutti hanno giurato sulla eccellenza della struttura, sul fatto che non si può permettere che vada perduto un patrimonio della comunità (la direzione ventila la chiusura dell’ospedale) e sottolineano come migliaia di persone siano state letteralmente salvate e restituite alla vita dalla cure ricevute nell’Istituto. Neuroriabilitazione significa rapportarsi con una serie di patologie decisamente scomode e pesanti, Parkinson Alzheimer, comi e post.comi, ictus, para e tetraplegia. E via discorrendo. Non è un caso che Sposini sia ora lì, in via Ardeatina. C’è “anche lui”, come tanti altri personaggi pubblici che hanno trovato la possibilità di recuperare in una struttura che ha pochi eguali in Europa. La Polverini e Fazio vorranno tenere ancora a bagnomaria il S.Lucia? Lasceranno che Sposini, assieme ad altre centinaia di pazienti nella sua stessa, complicata situazione, venga messo per strada? Qualche imbarazzo se lo faranno pur venire.- Ed ecco che Lamberto diventa nuovamente testimonial di una buona causa. C’è di mezzo anche la sua guarigione.
(Fonte: Online-news)

mercoledì 6 luglio 2011

COMUNICATO STAMPA

IL COORDINAMENTO SALVIAMO L’OSPEDALE SANTA LUCIA INTERVISTA L’ATTRICE ROSSELLA FALK: “LA GENTE HA BISOGNO DEL SANTA LUCIA, CHIUDERLO E’ UN DELITTO”

Roma 6 luglio 2011. “La Fondazione Santa Lucia l’ho conosciuta l’anno scorso quando ho avuto un’ischemia, ero stata ricoverata all’ospedale San Giovanni, e poi trasferita qui. Ho sempre ritenuto una grande fortuna essere arrivata in questo posto, perché sono stata talmente bene, forse non è il termine esatto parlando di terapia intensiva, ma questo è il luogo che mi ha messo in pace con la mia malattia, direi con il mondo, perché è talmente bello, talmente prezioso tutto quello che si fa qua, dal lavoro delle persone, all’attenzione che hanno verso il paziente, ti fanno sentire a tuo agio, gli infermieri sono straordinari, le fisioterapiste sono bravissime. Io sono stata alla Fondazione Santa Lucia cinque mesi, sembra assurdo, ma quando sono dovuta andare via perché avevo finito il mio percorso riabilitativo e dovevo ritornare a casa mia, ho sentito moltissimo la mancanza del Santa Lucia, stavo talmente bene…

La mia vita è stata tutta una corsa, ho sempre visto molte persone, loro hanno visto me, ma io da lontano, dal palcoscenico in realtà vedevo solo le teste, qui invece ho imparato a guardare le persone, a notare le piccole cose, una volta non mi sarei mai soffermata a guardare niente.

Sono stata molto sorpresa quando ho letto sui giornali della situazione in cui versa la Fondazione, perché veramente chiudere un posto così mi sembra una cosa delittuosa, non si può chiudere! la gente ha bisogno del Santa Lucia, non posso pensare che questo ospedale possa non esistere più. Posso capire che ci possano essere dei problemi, ma vanno visti sia da una parte che dall’altra, vanno ponderati bene, magari ci saranno delle cose che si possono fare, ma chiudere il Santa Lucia no. Non si può, non si deve, è veramente un delitto!”